ANNO 16 n° 120
Primo Maggio di memoria e lotta, l’appello alla nonviolenza da Viterbo
Il “Centro di ricerca per la pace” ricorda Rosa Luxemburg, Simone Weil, Antonio Gramsci e Nelson Mandela, rilanciando l’impegno per pace, giustizia e diritti umani
30/04/2026 - 15:57

VITERBO - Il nostro primo maggio, che è quello di Rosa Luxemburg e di Simone Weil, di Antonio Gramsci e di Nelson Mandela, non è la pagliacciata consumista e narcotica alla quale è stato ridotto negli ultimi anni nel nostro paese dai poteri dominanti e dai loro arresi complici; il nostro primo maggio è un giorno di memoria, di riflessione, di testimonianza e di lotta.

Contro lo sfruttamento che aliena e rapina ed affama e divora gli esseri umani; contro il razzismo che disumanizza l'umanità; contro il militarismo che uccide; contro la violenza maschilista e patriarcale che è la prima radice e il primo paradigma di tutte le altre violenze; contro la distruzione di quest'unico mondo vivente di cui tutte e tutti siamo insieme parte e custodi.

E questo nostro primo maggio 2026 a Viterbo è anche il giorno in cui ricordiamo i nostri compagni di lotta che ci hanno lasciato.

In cui ricordiamo il nostro compagno Vito Ferrante che ci ha lasciato questo 29 aprile dopo una vita interamente dedicata a recare aiuto e a riconoscere dignità a chi è più fragile e oppresso, senza paternalismo né autoritarismo, ponendosi all'ascolto e al servizio, e lottando insieme come fratelli e sorelle per la liberazione comune, per la solidarietà che nessuna persona abbandona, per la condivisione fra tutte e tutti di tutto il bene e tutti i beni.

In cui ricordiamo il nostro compagno Alfio Pannega che salutammo l'ultima volta il primo maggio di sedici anni fa, proletario, poeta, antifascista, nonviolento, che tutto donava a chiunque avesse bisogno di aiuto, che anche lui per tutta la vita aveva lottato per la liberazione dell'umanità intera.

In cui ricordiamo il nostro compagno Saturnino Patacchiola, il migliore degli uomini, scomparso nel settembre del 2024, che del movimento operaio e della lotta per la liberazione comune è stato a Viterbo una delle figure più luminose.

Tre compagni comunisti (autenticamente comunisti: e quindi profondamente libertari ed intransigentemente antitotalitari), che per tutta la vita lottarono contro tutte le oppressioni, a fianco di tutte le oppresse e tutti gli oppressi, per la salvezza e la liberazione di ogni essere umano.

Mentre nuove terribili guerre mietono cumuli di vittime inermi e innocenti; mentre autocrazie sempre più totalitarie e barbare negano i più basilari diritti umani - e innanzitutto il diritto alla vita e alla dignità - di popoli interi; mentre la violenza e l'odio invadono, corrompono e fascistizzano anche le società in cui vigono costituzioni democratiche e stato di diritto; mentre la tecnologia fornisce agli sfruttatori e agli assassini strumenti di dominazione e di morte sempre più potenti; mentre troppe persone si arrendono alla rassegnazione, al torpore, all'ignoranza ben coltivata, al consumismo che consuma in primo luogo i cuori e le menti e tutto e tutte e tutti pretende mercificare; ebbene, ancor più necessario è resistere.

Occorre resistere al male; occorre resistere alla violenza; occorre resistere alla disumanizzazione; occorre resistere a tutti i poteri oppressivi, a tutte le ideologie mistificatrici e alienanti; occorre resistere e costruire la pace, la solidarietà, giustizia e libertà, la cura comune per il bene comune, il rispetto per i diritti di tutti gli esseri umani, la salvaguardia di quest'unico mondo vivente.

Occorre la scelta nitida e intransigente della nonviolenza.

Occorre la scelta concreta e coerente della nonviolenza.

Questo è il significato, il messaggio e l'appello sia del 25 aprile che del primo maggio.

Oppresse e oppressi di tutti i paesi, unitevi nella lotta comune per la liberazione comune e la salvezza dell'umanità.

E in primo luogo occorre abolire la guerra, prima che la guerra abolisca l'umanità.

Pace, disarmo, smilitarizzazione.

Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.

Condividere fra tutte e tutti tutto il bene e tutti i beni.

Salvare le vite è il primo dovere.

La nonviolenza è in cammino.

La nonviolenza è il cammino.

Nonviolenza o barbarie.

 

 

Il 'Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera' di Viterbo






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